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Gomorra: dove il potere delle persone è più forte delle persone al potere

  • May 5, 2017
  • 3 min read

Gomorra, il viaggio nell’impero economico e nel sogno di dominio della camorra”, redatto da Roberto Saviano, narra della produttività e della potenza imprenditoriale che la malavita organizzata ha innalzato dal Secondo Dopoguerra. Un’ autorità che potrebbe competere con quella di qualsiasi altro stato occidentale.

L’autore racconta di come la Camorra non si sia estesa solamente all’interno del territorio campano ma anche in Oriente, fino ad instaurare rapporti con la Mafia Cinese. Infatti, Saviano racconta di come mentre la Cina esportava i suoi prodotti contraffatti, il Sistema importava scorie chimiche, fanghi, scheletri umani nelle campagne napoletane, creando quella che poi è diventata “La Terra dei fuochi.”

Con toni aspri e duri, che richiamano la spietatezza dei clan, il libro raccoglie le testimonianze degli oltraggi compiuti dalla Camorra: le lotte di Don Giuseppe Diana ( assassinato per la sua opposizione al Sistema), la prima Faida di Scampia, l’omertà che impregna la coscienza di chi la vive. Il romanzo ha venduto oltre 2 milioni e 250 000 copie nella sola Italia e 10 milioni nel mondo, ed è stato tradotto in 52 lingue (Wikipedia). La sua pubblicazione è un colpo violento per gli abitanti napoletani, per la Camorra, per lo stesso Saviano costretto a vivere sotto scorta. L’enorme successo del libro non ha potuto far altro che spronare i produttori televisivi ad approfittarne ed a rendere vivi i personaggi, che avevano sconvolto l’intera penisola. Vengono così alla luce: Ciro Di Marzio, Genny Savastano, Don Pietro e tanti altri personaggi, nessun aspetto della serie tv è trascurato: Gomorra coinvolge anche figure femminili come quella di Imma Savastano e Scianel. Donne spietate che uccidono, si impongono, pretendono, guidano interi clan in caso di necessità.

Per quanto possa rappresentare la novità, il suo successo è dovuto anche ai produttori e agli attori che sono sempre stati in grado di generare tensione tra gli spettatori. Le case della periferia di Napoli, dove non batte mai il sole con le mura sporche di graffiti, la muffa sulle pareti, l’intonaco fatiscente, lasciano con la bocca spalancata chiunque non abbia mai vissuto l’illegalità e la povertà.

Richiamano a pieno la cultura partenopea, le canzoni neomelodiche cantate a squarcia gola dai protagonisti. In una realtà dove anche i bambini sono coinvolti e gli omicidi si compiono anche alla luce del sole, l’abilità dei produttori non si ferma qui: scene, dialoghi e soprannomi entrano a far pare della vita di tutti. Spopolano le nuove serie di comiche ispirate a Genny e a Ciro. Gomorra garantisce, dunque, il successo a tutto ciò che le ruota intorno, sembra essere sulla bocca di tutti, il dialetto e l’accento napoletano varcano i confini della Campania, gli episodi approdano nelle televisioni americane e spagnole creando indignazione e sorpresa.La Serie tv racconta il mondo attraverso gli occhi di chi vive le organizzazioni criminali, delineando un Sistema che distrugge la sua gente con lo spaccio di droga, che promette un futuro migliore ai ragazzini in strada.

Gli episodi continueranno ad avere successo anche con la terza stagione (in programmazione per la tarda primavera del 2017), poiché l’uomo è attratto dalla vita criminale e dalla novità offerta dal giornalista. Ma lo scopo principale è quello di far riflettere: a partire dal paesaggio disagiato delle Vele di Scampia (abbandonate a se stesse come i loro abitanti) e Secondigliano, fino ai suoi personaggi immersi nel sangue, nell’oro, nei massacri, attratti dalla nozione di onore da cui tutti sembrano dipendere.

Saviano afferma: “In guerra non è possibile avere legami d’amore, d’amicizia: tutto è debolezza.” Il significato è rappresentato a pieno da una delle frasi più forti della serie: “Fanno più soldi i morti, che le pistole.” Gomorra, episodio undici. Dove la parte più bella di Napoli è assente e la cultura è lasciata ai “perdenti”, l’intera storia, non potrebbe che non aiutarci a prendere coscienza di quanto i pilastri della vita, dell’onestà e della giustizia siano stati abbattuti senza alcun ritegno. Nonostante ciò, parte degli spettatori dell’amatissima serie Tv, è costituita da ragazzini che non sentendosi “né carne, né pesce”, scelgono la strada più semplice, essendo persuasi dall’idea di onnipotenza che Gomorra offre. Parte, dunque, l’identificazione con Genni Savastano e Ciro, gli schieramenti con i clan, l’interiorizzazione dei pensieri, del desiderio di rispetto. L’obiettivo di Saviano cade, la Camorra vince ancora.

La scelta di mostrare solo la parte oscura di Napoli non deve influenzare ne il nostro pensiero ne le nostre azioni. “Generalizzare è sempre sbagliato. Distinguere significa capire.” Roberto Saviano. Spetta a noi scegliere da che parte stare.


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